Svezzamento: la mela di biancaneve

“Le diedero un colpo di mano sulla schiena, e così, in quel mentre, il terribile pezzo di mela che aveva morso, le fuoriuscì dalla gola, e Biancaneve tornò in vita”
(“Biancaneve, versione 1812”)

Avete letto bene: non è stato un bacio a salvare la bellissima Biancaneve, ma una manovra di rianimazione, almeno così è scritto in una delle versioni precedenti della favola nota a tutti per il cartone animato disneyano.

Voglio mettervi in guardia da un alimento che, apparentemente innocuo, e onnipresente sulle nostre tavole e alla nostre latitudini, può rappresentare un pericolo per i vostri bimbi piccoli e, se non prestate un po’ di attenzione, anche per voi.
Non è un caso che questo frutto sia stato associato spesso e volentieri, nella mitologia, all’inganno: oltre alla strega di Biancaneve, anche Adamo si fece fregare il paradiso terreste e Paride scatenò la guerra di Troia. Tutto per una mela.
Per guadagnarsi questa fama ha causato soffocamento in parecchie persone nella storia. In questi anni, realizzando corsi di disostruzione e prevenzione del soffocamento per genitori, ho raccolto tante testimonianze di bambini e adulti che hanno avuto problemi legati a un soffocamento (fortunatamente grazie a un soccorritore).

La mela è il frutto proibito perché, a differenza di altri frutti, non diventa morbida quando matura, ma resta asciutta e croccante. Il boccone si stacca facilmente e una volta in bocca non si può schiacciare tra lingua e palato come succede con altri frutti maturi, requisito fondamentale per deglutirla se non ci sono ancora denti per masticare. Resta intera e può finire nelle vie aeree.

In svezzamento non proponete mai un boccone di mela. Piuttosto grattugiatela, oppure cuocetela, offritene una fetta sottilissima come una lamina che il bimbo può afferrare se posizionata ai bordi di un piattino.

I miti e le leggende sono veri, hanno una funzione educativa, servono per insegnarci molte cose sulla vita.

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